
Felici a prescindere
Oggi ti parlerò di FELICITÀ e ti svelerò il segreto per essere felice a prescindere………
Quando parliamo di felicità spesso accade di ascoltare banalità, è un concetto, uno stato mentale, una condizione interiore molto complessa da definire in quanto soggettiva e ancorata a meccanismi profondi. È un concetto ed una condizione che rimanda alla nostra dimensione spirituale, là dove per spiritualità non intendo religiosità, ma un qualcosa che rimanda alla risposta che riusciamo a dare ad una domanda altrettanto semplice e complessa: “ che senso e che significato ha per me la vita?”
Iniziamo con il chiederci: “che cos’è per me la felicità?”
Molte di voi mi dicono che vogliono essere felici ma che non sanno come fare, altre mi dicono di avere tutto quello che desideravano ma di non sentirsi felici e so anche che è possibile essere felici senza apparente motivo o anche quando le cose non vanno per il verso giusto.
Molte di voi pensano che per essere felici occorra raggiungere determinati risultati, avere più soldi, diventare mamma, sposarsi, fare carriera, comprare proprio quella casa lì, avere un bel fisico, a volte però capita di raggiungere tutti questi risultati ma di non sentirsi felici e allora la felicità come l’orizzonte si è allontanata nuovamente.
Perché accade questo? Cos’è la felicità? Si può raggiungere e come? Esistono delle regole’
Intanto, la mia formazione umanistica (sono anche laureata in lettere classiche) mi suggerisce l’etimologia.
Il termine felicità ha la sua radice in un verbo della lingua greca antica che significa essere fertili, produttivi, creativi.
Dunque la felicità è associata alla fertilità alla creatività Siamo felici quando creiamo qualcosa, quando incanaliamo la nostra energia nella creazione di qualcosa di nuovo.
La creatività non è solo degli artisti, anche tu puoi e devi essere creativa. Cosa significa creatività?
Gombrich all’inizio della sua opera intitolata STORIA DELL’ARTE, ci dice che non esiste una cosa chiamata creatività, esistono delle persone che in alcuni momenti della loro vita riescono a vivere esperienze creative. Non esistono persone creative, esistono atti creativi, esperienze creative, relazioni creative.
Unendo l’etimologia del termine con il concetto di gombrich possiamo affermare che la felicità è la capacità di avere una relazione creativa con se stessi, gli altri e la vita (cit.)
Rollo May diceva “la prima cosa che si nota nell’atto creativo è che si tratta di un incontro…..”stabilire un rapporto intimo con noi stessi gli altri e la vita, ovvero metterci il cuore, siamo creativi quando utilizziamo l’empatia, quando entriamo in rapporto con noi stessi, l’altro e il mondo attraverso l’emozioni, quando siamo capaci di emozionarci, di meravigliarci, quando ci facciamo coinvolgere ed è questo che trasforma la nostra vita in un atto artistico, creativo.
Purtroppo molti di noi e forse non mi sbaglio nel dire tutti noi nel corso della nostra vita abbiamo imparato a inibire, controllare, razionalizzare le nostre emozioni nel tentativo di proteggerci dalla sofferenza e paradossalmente proprio allontanandoci dalle nostre emozioni ci siamo procurati sofferenza e ci siamo ritrovati a sopravvivere piuttosto che a vivere, allontanandoci dalla nostra energia vitale.
Mi spiego meglio
A. Weiss e T. C. Bates,ricercatori dell’università di Edimburgo, nel loro trattato“Happiness Is a Personal(ity) thing”, sono riusciti ad individuare i fattori che determinano la
nostra felicità.
Molti studi sui fattori che determinano la nostra felicità, tra cui quello di A. Weiss e T.C. Batest ( Happiness is a Personal(ity) thing) sono concordi nell'affermare che così come ognuno di noi possiede un livello personale di percezione del dolore, o di sopportazione del caldo e del freddo, noi tutti abbiamo un nostro personale livello di felicità.
Questo livello di felicità sembra dipendere dai seguenti fattori per il 50% dai nostri geni, per l’8-10% da fattori esterni, come il tuo reddito, il tuo aspetto, e ciò che accade ogni giorno nella tua vita e per il restante 40%… dipende da NOI.
La splendida notizia è che se vuoi aumentare il tuo livello di felicità puoi farlo.
Questo significa che puoi essere felice a prescindere dall’ansia, dalle tue preoccupazioni, anche se travolta da mille problemi Se anche tu, vivi costantemente in preda all'ansia e alle preoccupazioni, ti senti ogni giorno travolta da mille problemi e difficoltà, non riesci più a sognare e ad immaginare un futuro migliore, non darti per vinta, perché puoi fare qualcosa per migliorare la situazione e sentirti, semplicemente felice!
Purtroppo non puoi cambiare i tuoi geni, ma puoi intervenire su
quel 40% di felicità che dipende soltanto da te stessa, dal modo
in cui tu pensi ed affronti la vita.
Ti sto dicendo che hai la possibilità di sentirti appagato, sereno, in
pace con te stesso e gli altri a prescindere dagli accadimenti della
vita, ti sto dicendo che se vuoi puoi essere felice senza motivo!
Il Dalai Lama dice:” Se ci manca quella disciplina interiore che produce tranquillità mentale, i mezzi o le condizioni esterne, quali che esse siano, non ci daranno mai la sensazione di gioia e di felicità che desideriamo. Se invece possediamo quella qualità interiore che è la tranquillità d’animo, la stabilità interna, pur in assenza
La felicità è una questione di respons-abilità come dice Maya Angelou “"Se non ti piace qualcosa cambialo. Se non puoi cambiarlo, cambia il tuo atteggiamento. Non lamentarti."
Attenzione qui non si sta parlando di responsabilità intesa come colpa, non sto dicendo che se le cose vanno male è colpa tua, ti sto dicendo di riappropriarti della capacità di dare una risposta funzionale ai problemi, alle provocazioni e alle sfide della vita.
Marci Shimoff nel suo libro Felice senza motivo, sottolinea l'importanza della nostra personale lettura degli accadimenti: "Non sono gli eventi a farci soffrire, ma la storia che costruiamo sugli eventi che causa la sofferenza. Così se ci sentiamo infelici per qualcosa che è successo, è importante verificare la nostra
storia per vedere se è vera".
Ma ora voglio darti dei suggerimenti veloci e pratici per iniziare a praticare la felicità:
Gratitudine: inizia a smettere di lamentarti, penso che non abbia raggiunto mai nulla con il lamento. Inizia col dire grazie per quello che hai, questo sposterà l’attenzione da quello che non hai a quello che hai. Può aiutarti tenere un diario della gratitudine da compilare, per 15 giorni tutte le sere, scrivendo almeno tre cose per cui sei grato che sono accadute durante la giornata.
La presenza mentale: il presente è un dono meraviglioso che ci riempie di pace, energia e soddisfazione. Quando ti senti persa e agitata, fermati, respira consapevolmente e di a te stessa:” ispirando sono viva, espirando sono in salute, ispirando godo del momento presente, espirano sono serena”. Poi prendi contatto con l’ambiente esterno e nota con attenzione dove ti trovi, spostati verso una finestra e godi di quello che vedi, che senti con l’udito, con l’olfatto, con il tatto
Trova il tuo scopo
Cosa ti piace davvero?
Quali sono i tuoi valori?
Cosa ti appassiona profondamente?
Prova a rispondere a queste domande e se non trovi nell’immediato una risposta puoi andare indietro nel tempo a quando eri bambina, quali erano i tuoi giochi preferiti? Cosa ti faceva stare bene? Abbi pazienza lavorare allo scopo della propria vita richiede tempo e pazienza, non è semplice, a volte è necessario liberarsi di tutto ciò che ci ostacola, degli strati di protezione che abbiamo messo intorno al cuore per proteggerci dalla sofferenza.
Segui il flusso
“Lascia che la realtà sia realtà. Lascia che le cose fluiscano naturalmente verso la propria direzione.” Lao Tzu
Fammi sapere cosa ne pensi e come va l’applicazione di quanto ti ho appena suggerito, la tua opinione è davvero importante per me.
